Congo: Inside the Mafia of Ores Smugglers

Siamo in Congo, al confine col Ruanda, nella provincia del Kivu, martoriata dalla guerriglia e dall’embargo degli USA sui “minerali insanguinati”. Qui, le milizie pilotate dal famigerato generale Bosco Ntaganda hanno reclutato orde di minatori e commercianti rimasti senza lavoro, per allargare la rete dei traffici illeciti di metalli preziosi, che arrivano però sui mercati internazionali attraverso il circuito legale

War in the EU on Water Privatization

È la privatizzazione dell’acqua ad essere ora nel mirino dell’UE. Questo è accaduto in particolare in Grecia, dove si è cercato così di far leva sulla situazione economica precaria per imporre la liberalizzazione dei servizi idrici in cambio del pacchetto di aiuti anti-crisi. Eppure la stessa legislazione comunitaria sui servizi sancisce il principio di non interferenza nelle modalità di gestione nazionale dell’acqua. L’Italia ancora resiste

Zimbabwe: All Africa’s Colors

L’immagine di una nazione anti-occidentale e l’embargo internazionale legati alle vicende politiche dell’ultimo decennio hanno reso lo Zimbabwe una destinazione poco frequentata. Ma basta atterrarci e andarsene a zonzo per rendersi conto che la quotidianità è assai diversa da ciò che traspare dal sensazionalismo dei media. Qui le bellezze naturali si uniscono a una modernità e un senso civico senza eguali in Africa

EU Greenhouse Gas Scammers

Tra i gas serra più longevi troviamo i fluorurati. Vernici, condizionatori, refrigeranti: sono questi i beni di consumo la cui produzione emette i famigerati gas, così dannosi per la salute del clima. L’Italia è nel mirino dell’UE per non aver rispettato le regole comunitarie sulle emissioni dei fluorurati

Cold case: EU spending in Kosovo

Non è ancora chiaro che fine abbiano fatto i fondi europei per la ricostruzione postbellica del Kosovo. Sono i fondi che la Commissione europea aveva dato in gestione all’Unmik, la missione Onu che ha amministrato politicamente ed economicamente il Kosovo dal 2000 al 2008.Si tratta di una vicenda in cui nessuno si assume delle responsabilità ma dove, invece, Onu e UE continuano a trincerarsi dietro un muro di gomma

The Dirty Business of Carbon Credits

Un sistema di crediti di carbonio, quello pensato dalla comunità Europea per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, ma che in realtà le avrebbe persino innalzate. Lo schema è risultato talmente controverso che l’Unione Europea l’ha vietato nel 2013. Tuttavia il divieto non è stato preso in considerazione da alcune grandi multinazionali, almeno finchè non entra effettivamente in vigore

Africa: Biofuels Promise for a Green (and Bad) Economy

Un’inchiesta per scoprire il prezzo delle politiche verdi dell’UE a favore delle miscele a basso tenore di CO₂. Immaginate la Svizzera interamente ricoperta di piantagioni per alimentare auto e centrali termo-elettriche: è il corrispondente delle terre oggi sfruttate dagli occidentali in Africa per produrre biocarburanti. Siamo però sicuri che questo ambizioso progetto di energia sostenibile sia altrettanto sostenibile per le comunità rurali africane ?

Africa: Italians Join the Rush to Biofuels

(English) Against climate warming and oil prices, the Kyoto Protocol bets on biofuels. And if the announced green revolution assumed the size of a new colonization? The Italian company Tozzi Renewable Energy (TRE Spa) is positioned on the African chess board, pending a new climate change agreement that could multiply cash flows to the green gold sector

(English) Congo: the killing king of North Kivu

Il potere quasi mai fa la cosa giusta, ma di certo fa sempre la storia. Ed è una storia brutale quella del Kivu, a est del Congo. Qui un intreccio di forze scellerato sta devastando il territorio con rapimenti, distruzione di riserve naturali e traffico illecito di materie prime. Il braccio armato è l’ormai noto Bosco Ntaganda, al soldo del presidente congolese Kabila e del presidente ruandese Kagame. Molti congolesi si chiedono se la comunità internazionale si sia ormai rassegnata alle leggi di Ntaganda

Checking Glaciers Meltdown with Your Phone

Il più alto ghiacciaio alpino del Jungfraujoch, 3454 metri, nell’Oberland Bernese, si raggiunge in treno. La ferrovia, voluta dallo svizzero Adolf Guyer-Zeller, festeggia 100 anni. Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Dalla vetta dello Jungfrau, oltre i 4150 metri, le meravigliose distese di ghiaccio sono in pericolo