Fiat 500, auto diesel con inquinamento record

Oltre 500 vite si spegneranno anticipatamente nel solo capoluogo lombardo nell’arco del 2018. Alcuni produttori ottimizzano i veicoli più moderni affinché superino il test di omologazione nell’intervallo di temperatura prestabilito (20-25°), programmando i sistemi di controllo degli NOx in modo tale che si disattivino quando la guida avviene in condizioni reali. Delle 375.000 misurazioni, le 200.000 effettuate sui motori diesel forniscono un quadro allarmante

L’inquinamento eccessivo delle auto diesel uccide 5.000 europei l’anno

Ogni anno, in Europa circa 5.000 persone muoiono prematuramente a causa delle emissioni di gas NOx delle auto diesel che sforano i limiti Ue. A svelarlo è un nuovo studio di un team internazionale di ricercatori. L’eccessisvo inquinamento è il risultato delle falle annidate nel sistema di sorveglianza ambientale dei veicoli. Lo scandalo Volkswagen ha infatti dimostrato che le emissioni reali su strada risultano più alte di quelle dichiarati dai costruttori, superando di gran lunga i valori legali.

Le 100 citta europee dove il diesel uccide di piu

Lo scandalo dei motori truccati durante i test di eco-performance ha rivelato la pericolosità del diesel per la salute. Malgrado le emissioni in eccesso rispetto alle norme europee rappresentino una piccola parte delle sostanze inquinanti presenti nell’aria, sono responsabili di migliaia di morti in zone densamente popolate. Ciò dimostra quanto sia dannoso l’inquinamento dell’aria nel suo complesso

Aria avvelenata: l’Ue da carta bianche all’industria dell’acciaio

Le accierie e l’industria in generale devono rispettare i nuovi limiti di emissione Ue a partire dal 2016. Ma i giganti dell’acciaio, i secondi maggiori inquinatori industriali in Europa, hanno annacquato i loro obblighi facendo lobbying. L’introduzione delle tecnologie necessarie per pulire i loro sporchi fumi è solo un’opzione, non un requisito. I cittadini europei pagano circa 60 miliardi di euro per emergenze mediche e morti premature associate alle emissioni industriali.

Alberi d’Africa contro cambiamento climatico: truffa su Internet

E se ti dicessero che puoi combattere il cambiamento climatico con un acquisto su eBay? Clean Air Action Corporation, un’azienda americana ha istituito un negozio on-line che vende crediti CO2. I soldi presumibilmente vanno ai contadini indigeni in Tanzania per convincerli a piantare nuovi alberi che assorbono C02. Ma i residenti non credono più nel progetto. Sfruttati, hanno smesso di coltivare gli alberi, guadagnando di più tagliandoli per rivendere il legno

I truffatori Ue dei gas serra

Tra i gas serra più longevi troviamo i fluorurati. Vernici, condizionatori, refrigeranti: sono questi i beni di consumo la cui produzione emette i famigerati gas, così dannosi per la salute del clima. L’Italia è nel mirino dell’UE per non aver rispettato le regole comunitarie sulle emissioni dei fluorurati

Lo sporco business dei crediti CO2

Un sistema di crediti di carbonio, quello pensato dalla comunità Europea per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, ma che in realtà le avrebbe persino innalzate. Lo schema è risultato talmente controverso che l’Unione Europea l’ha vietato nel 2013. Tuttavia il divieto non è stato preso in considerazione da alcune grandi multinazionali, almeno finchè non entra effettivamente in vigore

Africa: Italians Join the Rush to Biofuels

Against climate warming and oil prices, the Kyoto Protocol bets on biofuels. And if the announced green revolution assumed the size of a new colonization? The Italian company Tozzi Renewable Energy (TRE Spa) is positioned on the African chess board, pending a new climate change agreement that could multiply cash flows to the green gold sector

Energia pulita in Africa: opportunità o minaccia?

Qual è il peso reale della rivoluzione dei biocarburanti? Il Kenya e l’Etiopia hanno ceduto ben 700.000 ettari di terreni a investitori stranieri: gli agro combustibili rappresentano quindi un’opportunità di sviluppo o una nuova forma di colonialismo? La corsa alle coltivazioni per la produzione di combustibile hanno portato a un’impennata dei prezzi dei cereali durante la crisi alimentare nel 2008, innescando così una diatriba tra le ONG e coloro che lucrano sull’energia pulita

Africa: gli inglesi guidano il land grab per i biocarburanti

Il carburante liquido ricavato dalle piante è considerato da alcuni come un possibile surrogato ecologico del combustibile fossile. E questo è ben chiaro ai paesi del mondo occidentale, ed in particolare all’Inghilterra. Si tratta di colture oggetto di controversie, poichè rischiano di sostituire quelle alimentari aumentando in modo esorbitante il prezzo degli alimenti e la fame. Senza considerare il problema relativo all’espropriazione delle terre

Kilwa: la foresta maledetta dai biocaburanti

Bioshape, una società del settore energetico verde con sede a Neer, Paesi Bassi, è al momento coinvolta in un procedimento penale per bancarotta. Tra i progetti della Bioshape, quello di assumere migliaia di braccianti locali e esportare i semi dalla Tanzania nei Paesi Bassi, dove sarebbero stati lavorati per la produzione di elettricità, calore e biocarburante. Una grande ferita al polomone verde del mondo per mano di un progetto che intendeva produrre energia pulita.

India: un popolo sommerso

Se ne va così uno dei più antichi insediamenti rurali dell’Asia. Un’oasi incontaminata al centro dell’India, racchiusa tra i monti Vindhya e Satpura, dove per millenni le tribù indigene hanno vissuto in simbiosi con la foresta. Scacciati per irrigare le grandi piantagioni che sfamano le megalopoli, per rifornire di elettricità le prodigiose acciaierie e imprese hi-tech che da Bombay conquistano il mondo