Transnistria: dallo “Stato fantasma” false scarpe Made in Italy

Uno “stato fantasma”, una regione separatista della Moldavia, la Transnistria. É proprio qui che avviene il commercio illegale di calzature, dopo l’embargo contro le merci prive del timbro ufficiale moldavo. Dovendo ottenere il certificato di “made in Moldavia” per il loro export, i presunti calzaturifici riescono infatti ad aggirare le quote all’importazione indicando falsamente nell’etichetta che le calzature che comprano in Cina e rivendono in Europa sono prodotte in Moldavia

La truffa sul clima dell’UE minaccia la salute

Zelzate è uno dei villaggi chiusi nel porto industriale di Gent, sede della seconda più grande fabbrica di acciaio laminato in Europa, di proprietà di Arcelor Mittal. Questa fabbrica gigante è il campione fiammingo di CO2, nonché di polvere fine, o materia particolare (PM), responsabile dei problemi di salute tra i giovani. Il tutto è dovuto ad un sistema di “falsficazione delle emissioni” volto a raggirare il meccanismo internazionale di scambio delle emissioni e massimizzare i profitti

Kosovo: voragine finanziaria dell’Ue

Non è ancora chiaro che fine abbiano fatto i fondi europei per la ricostruzione postbellica del Kosovo. Sono i fondi che la Commissione europea aveva dato in gestione all’Unmik, la missione Onu che ha amministrato politicamente ed economicamente il Kosovo dal 2000 al 2008.Si tratta di una vicenda in cui nessuno si assume delle responsabilità ma dove, invece, Onu e UE continuano a trincerarsi dietro un muro di gomma

Kosovo: l’indipendenza insabbia la tangentopoli ONU

Dal 1999 a oggi il 2% degli aiuti alla ricostruzione in Kosovo (3 miliardi di euro, pagati soprattutto dai contribuenti europei) è finito nelle tasche dei funzionari della Missione ONU (Unmik) e dei loro complici kosovari. Un costo annuo in uffici e personale pari 300 milioni di euro. Tutto giustificato in nome della “pax balcanica”. Questo il bilancio ONU, che se ne va lasciandosi dietro un Kosovo in stato di miseria e una lunga lista di processi pendenti

In cerca di false primizie Made in Italy in Belgium

La pirateria alimentare continua a colpire le delizie tricolori con danni ingenti all’ industria. Si auspica quindi un sistema di controllo uniforme supervisionato dalla Commissione europea, ma malvisto da molti Paesi che, in qualità di responsabili delle ispezioni, spesso chiudono un occhio per difendere le proprie industrie. Una nuova proposta UE contro i “falsi d’autore” è, tuttavia, alle porte

Azerbaijan: la risurrezione corrotta dell’Eldorado del petrolio

Un serpentone d’acciaio di 1.700 Km costruito da un consorzio internazionale porta il petrolio dai giacimenti dell’Azerbaijan alle nostre stazioni di benzina diventando nell’ultimo anno la più sicura fonte di approvvigionamento per l’Europa. Forte del suo ruolo strategico, l’Azerbaijan baratta le promesse di democratizzazione fatte agli osservatori internazionali con l’export di oro nero, diventando la “piccola Russia del Caucaso”

Nell’UE è guerra sulla privatizzazione dell’acqua

È la privatizzazione dell’acqua ad essere ora nel mirino dell’UE. Questo è accaduto in particolare in Grecia, dove si è cercato così di far leva sulla situazione economica precaria per imporre la liberalizzazione dei servizi idrici in cambio del pacchetto di aiuti anti-crisi. Eppure la stessa legislazione comunitaria sui servizi sancisce il principio di non interferenza nelle modalità di gestione nazionale dell’acqua. L’Italia ancora resiste

La corsa all’oro verde africano

In Africa aumentano le colture a fini energetici. La Felisa, la start-up belga, è la prima ad aver investito in Africa nella produzione del biodiesel proveniente dall’olio di palma. Ma ciò coinvolge tutto il mondo occidentale e assume sempre più le forme di una nuova colonizzazione.Come approfittare, dunque, dello sviluppo promettente delle agroenergie, proteggendo al contempo gli interessi delle comunità locali?

Africa: i biocarburanti promettono un’economia verde (ma quanto?)

Un’inchiesta per scoprire il prezzo delle politiche verdi dell’UE a favore delle miscele a basso tenore di CO₂. Immaginate la Svizzera interamente ricoperta di piantagioni per alimentare auto e centrali termo-elettriche: è il corrispondente delle terre oggi sfruttate dagli occidentali in Africa per produrre biocarburanti. Siamo però sicuri che questo ambizioso progetto di energia sostenibile sia altrettanto sostenibile per le comunità rurali africane ?

La guerra dei tubi nel Caspio

La guerra dei “tubi” nel Mar Caspio si avvicina a una svolta. Russia, Kazakhstan, Turkmenistan, Azerbaijan e Iran tenteranno di accordarsi sulla ripartizione delle risorse energetiche dei fondali. Un’annosa diatriba, quella innescata dal crollo dell’URSS. Oggi il monopolista statale russo Gazprom acquista il metano del Turkmenistan a 70 euro per ogni mille mt.cubi e ce lo rivende a oltre il doppio