Aria avvelenata: l’Ue da carta bianche all’industria dell’acciaio

Le accierie e l’industria in generale devono rispettare i nuovi limiti di emissione Ue a partire dal 2016. Ma i giganti dell’acciaio, i secondi maggiori inquinatori industriali in Europa, hanno annacquato i loro obblighi facendo lobbying. L’introduzione delle tecnologie necessarie per pulire i loro sporchi fumi è solo un’opzione, non un requisito. I cittadini europei pagano circa 60 miliardi di euro per emergenze mediche e morti premature associate alle emissioni industriali.

Elezioni in Egitto: democrazia contro geopolitica

In Egitto si intravede la democrazia alle elezioni volte a garantire un rinnovo parlamentare. Per la prima volta l’opposizione si organizza seriamente per rosicchiare una bella fetta di voti al partito governativo, ossia il Partito nazional-democratico (PND). Il nuovo movimento popolare “Kifaya” ha dato vita ad una spontanea protesta contro la guerra in Iraq che si è trasformata inaspettatamente in una rivolta di massa contro i soprusi e i disagi sociali che soffocano l’Egitto sin dall’indipendenza del ‘52

La “Culla dell’Uomo” diventa un cimitero

Dalla capitale Nairobi, ci indirizziamo verso il paesaggio di un altro pianeta, abitato dagli ultimi discendenti della leggendaria e ormai morente “Culla dell’Uomo’. Qui l’ecosistema ha consentito alle tribù ancestrali di vivere per secoli una dura esistenza nelle aride periferie delle sponde del lago, considerate uno degli ambienti più ostili della Terra. Ora a rischiare l’estinzione sono le stesse tribù, tra le vittime più vulnerabili della carestia che sta devastando il Corno d’Africa.

Corea: il dramma delle famiglie separate

L’attesa spesso vana del proprio turno, l’emozione del ritrovarsi, l’illusione di una vita ancora insieme, la disperazione di un ultimo e definitivo addio. Sembra la trama di un film, ma invece è il dramma reale di 8 milioni di famiglie divise dalla guerra che ha spaccato in due la Corea. Si ritrovano per qualche giorno solo 100 famiglie estratte a sorte. Gli esclusi si accontentano di qualche video-conferenza. Intanto 35 mila richiedenti sono già deceduti

Transnistria: dallo “Stato fantasma” false scarpe Made in Italy

Uno “stato fantasma”, una regione separatista della Moldavia, la Transnistria. É proprio qui che avviene il commercio illegale di calzature, dopo l’embargo contro le merci prive del timbro ufficiale moldavo. Dovendo ottenere il certificato di “made in Moldavia” per il loro export, i presunti calzaturifici riescono infatti ad aggirare le quote all’importazione indicando falsamente nell’etichetta che le calzature che comprano in Cina e rivendono in Europa sono prodotte in Moldavia

La truffa sul clima dell’UE minaccia la salute

Zelzate è uno dei villaggi chiusi nel porto industriale di Gent, sede della seconda più grande fabbrica di acciaio laminato in Europa, di proprietà di Arcelor Mittal. Questa fabbrica gigante è il campione fiammingo di CO2, nonché di polvere fine, o materia particolare (PM), responsabile dei problemi di salute tra i giovani. Il tutto è dovuto ad un sistema di “falsficazione delle emissioni” volto a raggirare il meccanismo internazionale di scambio delle emissioni e massimizzare i profitti

Kosovo: voragine finanziaria dell’Ue

Non è ancora chiaro che fine abbiano fatto i fondi europei per la ricostruzione postbellica del Kosovo. Sono i fondi che la Commissione europea aveva dato in gestione all’Unmik, la missione Onu che ha amministrato politicamente ed economicamente il Kosovo dal 2000 al 2008.Si tratta di una vicenda in cui nessuno si assume delle responsabilità ma dove, invece, Onu e UE continuano a trincerarsi dietro un muro di gomma

L’Italia di fronte al rischio di radicalizzazione islamica

L’infiltrazione islamica accelera in Italia e rischia di coprire attività criminali. Secondo l’ultimo rapporto del Sisde la componente sunnita sta rapidamente ampliando la sua rete nell’area centro-settentrionale: Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli e soprattutto Marche. È la Moschea di Fermo ad accreditarsi come realtà di riferimento per i seguaci. Sono i meeting nazionali gli strumenti di ramificazione sul territorio

Congo: ragazze stuprate come trofeo di guerra

In Congo lo stupro non è solo una subdola arma da guerra nello scontro etnico tra tutsi, hutu e congolesi. E’ una vera e propria piaga sociale: ogni mese decine di ragazze ingravidate dai miliziani sono messe al bando dalla comunità, le famiglie disonorate si sfasciano, le donne che non denunciano la violenza per non finire su una strada vengono distrutte dalle malattie veneree. Le reiette si riducono a prostituirsi per sopravvivere

Kosovo: l’indipendenza insabbia la tangentopoli ONU

Dal 1999 a oggi il 2% degli aiuti alla ricostruzione in Kosovo (3 miliardi di euro, pagati soprattutto dai contribuenti europei) è finito nelle tasche dei funzionari della Missione ONU (Unmik) e dei loro complici kosovari. Un costo annuo in uffici e personale pari 300 milioni di euro. Tutto giustificato in nome della “pax balcanica”. Questo il bilancio ONU, che se ne va lasciandosi dietro un Kosovo in stato di miseria e una lunga lista di processi pendenti

Rischio Jihad nel Kosovo indipendente

La minaccia del fondamentalismo islamico in Kosovo non è più un segreto. Da tempo le autorita’ serbe cercano di convincere la Comunita’ internazionale che un Kosovo indipendente diverrebbe la testa di ponte del fondamentalismo islamico nei Balcani. La piu’ grave minaccia si e’ aggiunta di recente: il proselitismo da parte di infiltrati Salafiti, i “puristi” del Corano, che ne predicano l’applicazione alla lettera attraverso il martirio religioso

Pyla: il viallggio dove Cipro è già riunificata

Mentre Bruxelles mantiene l’embargo sulle merci di Cipro Nord, mentre Ankara contrattacca boicottando le merci di Cipro Sud, a Pyla si realizza un miracolo multietnico. 1000 “sudisti” cristiano-ortodossi e 500 “nordisti” musulmani convivono pacificamente, dando vita a un laboratorio di umanità e reciproco rispetto, a cavallo della linea del cessate il fuoco che taglia in due l’isola

Crociata Ue contro l’ultimo feudo sovietico nell’Est

La Transnistria rappresenta l’ultimo feudo sovietico del pianeta. Ad averne il controllo è Igor Smirnov. Da poco a causa del blocco dell’export illegale imposto da Ucraina e Moldavia, col supporto UE, il Presidente Smirnov ha interrotto i negoziati con la Moldavia e ha annunciato per il prossimo settembre un referendum con il quale la Transnistria deciderà se rimanere parte della Moldavia o separarsene definitivamente

Elezioni in Libano: caos politico

L’esito delle elezioni in Libano è per alcuni la prima svolta democratica in Medio-Oriente, per molti rappresenta solo il mantenimento dell’ immobilità politica. Michel Aoun non è riuscito a trascinare l’elettorato col suo programma di rinnovamento, scomodo all’opposizione anti-siriana guidata dal musulmano Saad Hariri, che si è assicurata la maggioranza in Parlamento. Molte ombre gravano sulla credibilità del futuro governo

In cerca di false primizie Made in Italy in Belgium

La pirateria alimentare continua a colpire le delizie tricolori con danni ingenti all’ industria. Si auspica quindi un sistema di controllo uniforme supervisionato dalla Commissione europea, ma malvisto da molti Paesi che, in qualità di responsabili delle ispezioni, spesso chiudono un occhio per difendere le proprie industrie. Una nuova proposta UE contro i “falsi d’autore” è, tuttavia, alle porte

Antartide: come gli italiani “pescano” i segreti del clima dai mari più freddi del pianeta

Il Mare Antartico è un motore chiave del clima terrestre. Innesca uno scambio continuo tra freddo polare e caldo in eccesso delle aree più popolate del pianeta, mantenendo le temperature a livelli che rendano possibile la vita. Oggi il riscaldamento globale potrebbe compromettere questo processo di compensazione globale. Navighiamo in Antartide con un gruppo di scienziati per risolvere l’enigma: la catastrofe accadrà veramente?

Pakistan: schiavi della guerra, schiavi della terra

In Pakistan il giogo della guerra e della terra s’intrecciano a ogni livello. Da un lato un’aristocrazia di latifondisti controlla la maggioranza dei terreni tenendo in schiavitu’ milioni di piccoli contadini.Dall’altro le alte sfere dell’establishment politico-militare ingessano il paese nello status quo, insabbiando sia la riforma della proprietà terriera che la ricerca di una soluzione definitiva al terrorismo. In tutto ciò gli Stati Uniti giocano la loro parte

Azerbaijan: la risurrezione corrotta dell’Eldorado del petrolio

Un serpentone d’acciaio di 1.700 Km costruito da un consorzio internazionale porta il petrolio dai giacimenti dell’Azerbaijan alle nostre stazioni di benzina diventando nell’ultimo anno la più sicura fonte di approvvigionamento per l’Europa. Forte del suo ruolo strategico, l’Azerbaijan baratta le promesse di democratizzazione fatte agli osservatori internazionali con l’export di oro nero, diventando la “piccola Russia del Caucaso”

Nell’UE è guerra sulla privatizzazione dell’acqua

È la privatizzazione dell’acqua ad essere ora nel mirino dell’UE. Questo è accaduto in particolare in Grecia, dove si è cercato così di far leva sulla situazione economica precaria per imporre la liberalizzazione dei servizi idrici in cambio del pacchetto di aiuti anti-crisi. Eppure la stessa legislazione comunitaria sui servizi sancisce il principio di non interferenza nelle modalità di gestione nazionale dell’acqua. L’Italia ancora resiste

La corsa all’oro verde africano

In Africa aumentano le colture a fini energetici. La Felisa, la start-up belga, è la prima ad aver investito in Africa nella produzione del biodiesel proveniente dall’olio di palma. Ma ciò coinvolge tutto il mondo occidentale e assume sempre più le forme di una nuova colonizzazione.Come approfittare, dunque, dello sviluppo promettente delle agroenergie, proteggendo al contempo gli interessi delle comunità locali?

Africa: gli inglesi guidano il land grab per i biocarburanti

Il carburante liquido ricavato dalle piante è considerato da alcuni come un possibile surrogato ecologico del combustibile fossile. E questo è ben chiaro ai paesi del mondo occidentale, ed in particolare all’Inghilterra. Si tratta di colture oggetto di controversie, poichè rischiano di sostituire quelle alimentari aumentando in modo esorbitante il prezzo degli alimenti e la fame. Senza considerare il problema relativo all’espropriazione delle terre

Kilwa: la foresta maledetta dai biocaburanti

Bioshape, una società del settore energetico verde con sede a Neer, Paesi Bassi, è al momento coinvolta in un procedimento penale per bancarotta. Tra i progetti della Bioshape, quello di assumere migliaia di braccianti locali e esportare i semi dalla Tanzania nei Paesi Bassi, dove sarebbero stati lavorati per la produzione di elettricità, calore e biocarburante. Una grande ferita al polomone verde del mondo per mano di un progetto che intendeva produrre energia pulita.

Lo sporco business dei crediti CO2

Un sistema di crediti di carbonio, quello pensato dalla comunità Europea per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, ma che in realtà le avrebbe persino innalzate. Lo schema è risultato talmente controverso che l’Unione Europea l’ha vietato nel 2013. Tuttavia il divieto non è stato preso in considerazione da alcune grandi multinazionali, almeno finchè non entra effettivamente in vigore

I truffatori Ue dei gas serra

Tra i gas serra più longevi troviamo i fluorurati. Vernici, condizionatori, refrigeranti: sono questi i beni di consumo la cui produzione emette i famigerati gas, così dannosi per la salute del clima. L’Italia è nel mirino dell’UE per non aver rispettato le regole comunitarie sulle emissioni dei fluorurati

Congo: il re assassino del North Kivu

Il potere quasi mai fa la cosa giusta, ma di certo fa sempre la storia. Ed è una storia brutale quella del Kivu, a est del Congo. Qui un intreccio di forze scellerato sta devastando il territorio con rapimenti, distruzione di riserve naturali e traffico illecito di materie prime. Il braccio armato è l’ormai noto Bosco Ntaganda, al soldo del presidente congolese Kabila e del presidente ruandese Kagame. Molti congolesi si chiedono se la comunità internazionale si sia ormai rassegnata alle leggi di Ntaganda

Energia pulita in Africa: opportunità o minaccia?

Qual è il peso reale della rivoluzione dei biocarburanti? Il Kenya e l’Etiopia hanno ceduto ben 700.000 ettari di terreni a investitori stranieri: gli agro combustibili rappresentano quindi un’opportunità di sviluppo o una nuova forma di colonialismo? La corsa alle coltivazioni per la produzione di combustibile hanno portato a un’impennata dei prezzi dei cereali durante la crisi alimentare nel 2008, innescando così una diatriba tra le ONG e coloro che lucrano sull’energia pulita

Africa: i biocarburanti promettono un’economia verde (ma quanto?)

Un’inchiesta per scoprire il prezzo delle politiche verdi dell’UE a favore delle miscele a basso tenore di CO₂. Immaginate la Svizzera interamente ricoperta di piantagioni per alimentare auto e centrali termo-elettriche: è il corrispondente delle terre oggi sfruttate dagli occidentali in Africa per produrre biocarburanti. Siamo però sicuri che questo ambizioso progetto di energia sostenibile sia altrettanto sostenibile per le comunità rurali africane ?

Congo: nella mafia dei contrabbandieri di metalli preziosi

Siamo in Congo, al confine col Ruanda, nella provincia del Kivu, martoriata dalla guerriglia e dall’embargo degli USA sui “minerali insanguinati”. Qui, le milizie pilotate dal famigerato generale Bosco Ntaganda hanno reclutato orde di minatori e commercianti rimasti senza lavoro, per allargare la rete dei traffici illeciti di metalli preziosi, che arrivano però sui mercati internazionali attraverso il circuito legale

C’era una volta il Tibet

Il Tibet è in via di estinzione. È questo il vero scenario dei Giochi Olimpici 2008. Con un visto da turisti siamo riusciti a scoprire la “cinesizzazione” della Regione Autonoma del Tibet. Dei tibetani neanche l’ombra. Pechino proibisce loro di uscire dal paese. Tante altre sono le vessazioni imposte dal governo cinese: restrizioni sulle nascite, sfruttamento dei giacimenti minerari. Riuscirà la torcia olimpica a far luce su tutto ciò?

La guerra civile in Congo sponsorizzata dai cellulari

Il coltan è un minerale tanto prezioso per i colossi della telefonia mobile quanto per il Raggruppamento congolese per la democrazia. La milizia ribelle riesce a rivendere illegalmente il minerale ricavando 1 milione di dollari al mese, investiti poi nella guerra contro l’esercito governativo. Migliaia i contadini locali strappati alle loro terre e costretti ad estrarre il prezioso coltan : quali sono i reali legami tra belligeranti e compagnie telefoniche?

Azerbaijan: viaggio tra i rifugiati della guerra dimenticata

L’ Azerbaijan non è solo una riserva di oro nero, l’ Azerbaijan è anche una guerra dimenticata da TV e giornali.Nella terra di Nagorno-Karabakh sono aspri i dissidi tra le comunità armene e azere. Dramma di uomini, donne e bambini schiacciati tra i raggiri di una classe dirigente corrotta e una Comunità internazionale finora imbavagliata dallo status-quo geopolitico tra USA e Russia nello scacchiere caucasico

La guerra dei tubi nel Caspio

La guerra dei “tubi” nel Mar Caspio si avvicina a una svolta. Russia, Kazakhstan, Turkmenistan, Azerbaijan e Iran tenteranno di accordarsi sulla ripartizione delle risorse energetiche dei fondali. Un’annosa diatriba, quella innescata dal crollo dell’URSS. Oggi il monopolista statale russo Gazprom acquista il metano del Turkmenistan a 70 euro per ogni mille mt.cubi e ce lo rivende a oltre il doppio

Tibet: il paradiso è in guerra

La restrittiva regola sulle nascite è una soluzione al contenimento dell’esplosione demografica in Cina, ma di fatto un genocidio silenzioso e lento in Tibet. Una strategia legalmente inattaccabile, condotta con una paziente e fredda sistematicità. “La nostra popolazione diminuisce progressivamente per via della limitata natalità, mentre quella di etnia Han è in costante aumento a causa dell’afflusso di nuovi coloni dalla Cina”

Congo: da scolari a macchine da guerra

È nelle scuole che i bambini e le bambine del Congo imparano a imbracciare un kalashnikov.Secondo l’ultimo rapporto di Amnesty International, pubblicato a ottobre, in Congo combattono 11.000 piccoli soldati. Prima delle estate ne erano solo 3.000. Spesso poi la guerra è una scelta: gli orfani o i bambini poveri decidono di imbracciare spontaneamente le armi, per loro è l’unico modo di sopravvivere

Zimbabwe: tutti i colori dell’Africa

L’immagine di una nazione anti-occidentale e l’embargo internazionale legati alle vicende politiche dell’ultimo decennio hanno reso lo Zimbabwe una destinazione poco frequentata. Ma basta atterrarci e andarsene a zonzo per rendersi conto che la quotidianità è assai diversa da ciò che traspare dal sensazionalismo dei media. Qui le bellezze naturali si uniscono a una modernità e un senso civico senza eguali in Africa

Checking Glaciers Meltdown with Your Phone

Over the past 150 years the most dramatic glacial retreat. Three-quarters of Swiss glaciers will disappear over the next decades. No more excuses for tourists who love Grindelwald. From today, the “Jungfrau Climate Guide”, a pocketbook available also in the form of Iphone application, invites tourists to travel by train rather than by car and helps them see with their own eyes the tangible effects of climate change, capable of compromising the sustainability and attractiveness of the mountain

Alberi d’Africa contro cambiamento climatico: truffa su Internet

E se ti dicessero che puoi combattere il cambiamento climatico con un acquisto su eBay? Clean Air Action Corporation, un’azienda americana ha istituito un negozio on-line che vende crediti CO2. I soldi presumibilmente vanno ai contadini indigeni in Tanzania per convincerli a piantare nuovi alberi che assorbono C02. Ma i residenti non credono più nel progetto. Sfruttati, hanno smesso di coltivare gli alberi, guadagnando di più tagliandoli per rivendere il legno

Congo, Nkunda fa strage di innocenti. Giallo sul non intervento della MONUC

Massacro a Kiwanja, molti bambini tra le oltre 50 vittime. Il carnefice Nkunda pare abbia risposto all’ offensiva governativa degli scorsi giorni. Ombre sul vertice di Nairobi che ha riunito ieri Ban Ki-moon, il Presidente congolese e del Rwanda per cercare una soluzione politica al conflitto che insanguina le contese aree minerarie a ridosso del confine. Il summit si era concluso con l’ennesima richiesta di cessate il fuoco

India: the Submerged People

Sardar Sarovar Dam: is the name of the largest in the thirty dams built in India as a reservoir for rainwater. The government should have ensured that all those living at the dam were provided with safe house and land to cultivate. The truth is that many villages have been flooded with water and many suspect that the real beneficiaries will be the large industrial complexes and elite tourist structures