« Hanno sfondato la porta e li hanno ammazzati a colpi di machete per non sprecare munizioni », racconta Eugene L. Buzake, avvocato di Goma, capoluogo della provincia Congolese del Nord Kivu. E’ lui ad aver appreso per primo la notizia dei ragazzi massacrati a Kiwanja, nella notte tra il 5 e il 6 novembre, dai guerriglieri ribelli del Generale Laurent Nkunda. Questo ieri e’ giunto a soli 10 chilometri da Goma, rispondendo all’assalto delle forze governative.

x

La carneficina getta un’ombra sul verticle di Nairobi che ha riunito ieri i il Segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon , il Presidente congolese, Joseph Kabila, e del Rwanda, Paul Kagame, per cercare inutilmente una soluzione politica al conflitto che insanguina dallo scorso agosto le contese aree minerarie a ridosso del confine ruandese. Il summit si ‘ concluso con l’ennesima richiesta di cessate il fuoco e l’apertura di un corridoio umanitario.

x

x

x

x

“Due suore ci hanno chiamato per segnlarci che era in corso una carneficina », afferma Buzake, ho avvertito immediatamente l’ufficio affari umanitari della MONUC che tuttavia non e’ intervenuta ». La missione di pace delle Nazoni Unite ha il potere di sparare per difendere la popolazione, ma e’ rimasta impotente di fronte all’ennesimo massacro. Kwanja, 80 chilometri a Nord-Ovest di Goma, e’ presidiata da un manipolo di caschi blu huruguayani e l’invio di eventuali rinforzi lungo la carreggiata di fango richiede non meno di due ore. « Non posso confermare che siamo stati avvertiti mentre le uccisioni erano in corso » , dichiara Madnodje Mounoubai, portavoce della MONUC. Questa ha avviato un’inchiesta ufficiale.

x

Si contano oltre 50 vittime, molte ancora bambiini. La strage pare sia una rappresaglia contro l’offensiva condotta nei scorsi giorni dai paramilitari Mai Mai, alleati dei governativi. La loro incursione aveva provvisoriamente sloggiato Nkunda da alcuni villaggi nell’area di Rutshuru. « Gli uomini di Nkunda si sono vendicati su giovani inermi accusandoli di essere assoldati dai Mai Mai », continua Buzake.

x

Ieri i combattimenti tra i ribelli e l’esercito regolare sono continuati sulle colline di Kibati, alle porte di Goma, ricacciando verso la citta’ fiumi di profughi terrorizzati che hanno ormai oltrepassato i 300mila in tutta l’area coinvolta dal conflitto. Temendo il peggio, la MONUC ha evacuato parte del personale umanitario in apposite zone di sicurezza.

x

x

x

x

Alcuni attivisti congolesi parlano di genocidio al contrario : stavolta sarebbero i Tutsi, sterminati dagli Hutu in Ruanda nel ’94, a pianificare l’uccisione della popolazione congolese del Nord Kivu.

x

« Se e’ vero che Nkunda si batte per disgregare la vecchia banda di genocidari Hutu (FDLR) che si rifugia in Congo perche’ non attacca loro anziche’ prendersela con gente innocente ? », tuona Innocent, cronista di Radio Dorica Fm che ha in mano un filmato che proverebbe la presenza di guerriglieri ruandesi nei ranghi dei ribelli.

x

Nkunda proclama che la sua guerra non cessera’ fintanto che le FDLR non saranno neutralizzate dal governo congolese. « La lotta alla ‘FDLR e’ solo una scusa inventata dal Rwanda per annettersi le richezze del Nord Kivu », conclude Innocent, « spingendo per il summit Kabila-Kagame la Comunita’ internazionale ha dimostrato di voler « balkanizzare il Congo : l’obiettivo e’ negoziarne la disgregazione territoriale ».

x

Media che hanno diffuso la storia