Sotto lo stesso cielo da cui la scorsa estate piovevano le bombe israeliane entro il 2008 svettera’, nel centro di Beirut, una torre di 150 metri circondata da filiformi ponti pedonali. E’ il Landmark: un avveniristico complesso residenziale che assurge a simbolo della Beirut che non abbassa la testa, che continua a risorgere dalle ceneri, confermandosi regina indiscussa del lusso e della dolce vita in Medio-Oriente.

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Quasi un monumento alla miscela di vitalità mondana e capitali arabi che ha finora permesso alla capitale libanese di riprendersi dalle devastazioni che hanno segnato la sua tragica storia.
La torre da 120 milioni di $, ideata dall’architetto francese Jean Nouvel, e’ stata lanciata dalla Damac Properties di Dubai (Emirati Arabi). Si tratta dell’affare più importante finora concluso dalla Solidere, la società voluta nel ‘94 dall’allora premier libanese Rafik Hariri per convogliare fondi privati nella rinascita della città distrutta dalla guerra civile del ’75-‘91 e dalla prima invasione israeliana dell’82.

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Un ultra-decennale programma di ricostruzione, esteso su oltre 191 ettari di terreno, che ha l’obiettivo di riportare “il gioiello del Medio-Oriente” ai suoi trascorsi fasti architettonici: dai resti delll’antico-romana “Berytus”, passando per lo stile coloniale dell’epoca del protettorato francese, fino all’esplosione della bolla del turismo d’elite che ha calamitato i petrol-dollari arabi nella realizzazione di moderni centri-benessere, hotels, locali notturni. Una specie di “Disneyland” fabbricata a uso e consumo di principi e businessmen islamici che nella cosmopolita e occidentalizzata Beirut trovano un’ambiente più libertino e gaudente che nel resto del Golfo Persico.

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Ricostruzione tra storia e business

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Neanche l’ultimo conflitto tra Israele ed Hezbollah ha rallentato la tabella di marcia della ricostruzione. “Il progetto ventennale sta andando avanti come prima”, spiega un funzionario di Solidere, “Per realizzare il 90% delle opere previste nella prima fase del progetto dal 94′ al 2004, abbiamo investito circa 2 miliardi di dollari e stiamo investendo cospicuamente anche nella seconda fase che è già ultimata al 20%”.

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Qui, una selva di gru al lavoro, campanili, cupole e minareti sintetizzano in un colpo d’occhio il dinamismo e il multiconfessionalismo religioso del Libano. Prima di trasformarsi in un gigantesco cantiere, questa spianata fu il principale campo di battaglia tra fazioni musulmane e cristiane durante la guerra civile (la c.d. “linea verde”). Divenuta un monumento all’unità nazionale con la “rivolta dei cedri” del 2004 contro l’assassinio di Hariri e l’oppressione siriana, ospita la nuovissima e imponente moschea sunnita Muhammad Al-Amin. Intorno ad essa is svilupperanno i percorsi archeo-culturali che permetteranno ai turisti di rivivere una storia lunga quasi 5000 anni.

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Nel 2005 e’ iniziata a gonfie vele la seconda fase del progetto e per il 2024 (fine prevista dei lavori) la società si è prefissata un ambizioso traguardo: completare la Marina di Beirut, l’immenso parcheggio della Corniche sul lungo mare, il Trade Center, le infrastrutture del distretto portuale, il grande centro commerciale dei Souks (mercati), un’area di 110.000 m2 con 200 negozi di lusso, gioiellerie e 14 sale cinematografiche. Senza contare l’aggiunta di numerosi altri hotel a 5 stelle ai 90 già esistenti, e il riallestimento dei quartieri Wadi Abou Jamil e Zokak El Blatt con nuovi ristoranti, negozi, appartamenti, residence. Il tutto attraendo sempre più investimenti privati anche da parte dell’occidente, sempre che gli arabi siano disposti a dividere la torta.

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Le bombe non fermano mondanità, investimenti e turismo

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“Al contrario della zona popolare sciita nella parte Sud della città, oggi completamente amministrata dalle milizie di Hezbollah, il Distretto Centrale non è stato mai neanche sfiorato dalle bombe se non marginalmente sopra il faro che sovrasta il porto”, spiega Sami Quadil, dell’istituto di cultura italo-arabo di Beirut, “Anche durante il conflitto con le truppe di Israele a luglio e agosto nessuno avrebbe rinunciato ai divertimenti della città, cinema e discoteche funzionavano mentre dall’altra parte cadevano bombe”.

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Il risultato, confermato dagli analisti di Efg-Hermes (principale banca di investimenti del Cairo), è che la gran parte degli imprenditori arabi ha mantenuto i propri investimenti nel Distretto Centrale. I profitti di Solidere, cresciuti da 108,5 milioni di $ nel 2005 a 211,6 milioni nel 2006 aumenteranno ancora a 212 milioni di $ nel 2007. Forse anche più visto che il Consiglio Economico della Lega araba ha designato il 2007 anno del turismo, fornendo ulteriore stimolo agli investimenti.

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Del resto, nel corso delle varie guerre che si son succedute, la città non è stata mai abbandonata dai paesi del Golfo. Alla fine del 2004 i finanziamenti esteri per la ricostruzione del paese dei cedri ammontavano a 5,845 miliardi di dollari, il 9% dei quali provenienti dal Kuwait e ben il 13% dai Fondi Arabi per lo Sviluppo Economico e Sociale (Fades).

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I dati più recenti dell’Associazione nazionale dei Proprietari Alberghieri dicono che il 17% degli Hotel libanesi (circa 290) è nelle mani dei Sauditi, l’11% dei giordani, il 13% appartiene ai libanesi. Secondo il rapporto 2006 dell’ICE (Sitituto italiano per il commercio estero), nei prossimi anni si prevedono investimenti nell’industria alberghiera per 510 milioni di $.

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L’Italia nel nuovo poker di 5 stelle per il turismo VIP

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La catena alberghiera Rotana, degli Emirati Arabi ha annunciato per il 2007 il lancio di due proprietà per circa 100 milioni di $: il Rauche Rotana Suite e il Solidere Rotana Suite a Beirut. Il primo sarà situato nel famoso Rauche Boulevard ed avrà 170 stanze di lusso e suites, un centro congressi e strutture sportive. Il secondo hotel sorgerà nel sito storico di Mina Al Hosn, nel cuore della capitale. x Con queste new entry Rotana incrementa i propri cospicui investimenti libanesi: la catena degli Emirati già possiede infatti i lussuosi Gefinor aperto nel 2000 e l’Hazmier, molto conosciuti a Beirut.

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Anche l’italiana “Società Mediterranea dei Grand Hotel S.p.A.” di Mazara del Vallo ha annunciato la costruzione del nuovo Grand Hotel Hyatt da 121 Milioni di $: si estenderà su un’ area di 66.000 m2, con ristoranti, bar e sale conferenze. Infine, la Torre Landmark comprenderà un hotel a 5 stelle con 27 piani, 175 stanze, 15 suite e 39 appartamenti da vendere, terme, centro benessere, sale cinematografiche e centro commerciale. La catena alberghiera Rotana, degli Emirati Arabi ha annunciato per il 2007 il lancio di due proprietà per circa 100 milioni di $: il Rauche Rotana Suite e il Solidere Rotana Suite a Beirut.

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Il primo sarà situato nel famoso Rauche Boulevard ed avrà 170 stanze di lusso e suites, un centro congressi e strutture sportive. Il secondo hotel sorgerà nel sito storico di Mina Al Hosn, nel cuore della capitale. Con queste new entry Rotana incrementa i propri cospicui investimenti libanesi: la catena degli Emirati già possiede infatti i lussuosi Gefinor aperto nel 2000 e l’Hazmier, molto conosciuti a Beirut. Anche l’italiana “Società Mediterranea dei Grand Hotel S.p.A.” di Mazara del Vallo ha annunciato la costruzione del nuovo Grand Hotel Hyatt da 121 Milioni di $: si estenderà su un’ area di 66.000 m2, con ristoranti, bar e sale conferenze. Infine, la Torre Landmark comprenderà un hotel a 5 stelle con 27 piani, 175 stanze, 15 suite e 39 appartamenti da vendere, terme, centro benessere, sale cinematografiche e centro commerciale.

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Sentieri archeologici e siti della memoria

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x Solidere ha ideato un percorso storico-archeologico che si snoda all’interno del distretto centrale di Beirut, splendido esempio della millenaria stratificazione e integrazione delle antiche culture ancora presenti nella capitale. I visitatori possono camminare tra reperti, chiese ortodosse e cattoliche, terme romane, giardini e palazzi governativi ammirandone la bellezza. Si parte dall’area di Ancient Tell con i suoi resti archeologici, da dove i visitatori raggiungono il belvedere che domina il castello e da lì proseguono verso via Cadmus, dove è possibile osservare il sito dei Fenici.

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Da qui si riparte per la famosa Piazza dei Martiri, con la statua dei martiri e la nuova moschea di Mohamad Al Amm e i resti del Petit Serail. Si prosegue poi per la via Weygand, dove sorge il comune di Beirut e si stagliano le due moschee storiche di Al Omari e Amir Assaf. Lungo il sentiero tracciato si giunge all’interessante area pedonale di Maarad, con piazza dell’Etoile che ospita i resto dell’antico Foro Romano, la cattedrale Greco-ortodossa di St George e quella greco-cattolica di St Elie. Il percorso conduce dunque alla via di Riad El Solh con esempi di architettura antica e moderna. Infine il sito archeologico delle terme romane con i giardini ricchi di piante aromatiche mediterranee e da lì il Grand Serail ottomano che ospita gli uffici del primo ministro e il vecchio ospedale militare ottomano. Il percorso termina con la moschea di Amir Munzer e quella di Abou Baker.

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Media che hanno diffuso la storia