A volte le librerie sono grandi come un intera città. O meglio, ci sono delle città dove si vendono solo libri, tantissimi libri. Una di queste, e anche la più famosa, è Redu, un borgo medievale perso nella foresta delle Ardenne, nel Sud del Belgio.

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Un paesetto, fino a metà secolo scorso in rovina e dimenticato dal mondo, come vuole l’etimologia stessa del suo nome (in latino “reductus” significa “isolato”); oggi invece internazionalmente venerato dagli amatori come la leggendaria “Città del libro”, benché rimanga ancora sconosciuto ai più. Un luogo da fiaba di 400 abitanti, circondato dalla quiete degli abeti e dalla neve in inverno, che vive e si nutre di sola letteratura, a parte alcune taverne e negozi di souvenirs che ogni anno accolgono le poche centinaia di turisti che capitano in paese, spesso più per caso che per passione.

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Un paradiso per i “cacciatori” di opere rare e originali, che negli ultimi anni ha lanciato la moda delle c.d. “book-town”. Decine di altri villaggi del libro sono infatti sorti pian piano, anch’essi senza troppa pubblicità, nel resto dell’Europa: attualmente ve ne sono 2 in Belgio e Germania, 3 nel Regno Unito, 6 in Francia, 1 in Olanda, Svizzera, Finlandia, Norvegia e Svezia. Paradossalmente, non ce n’è neanche uno in un grande paese d’arte come l’Italia, dove esiste tuttavia un borgo dal nome curiosamente omonimo, “Redù di Nonantola”, in provincia di Modena.

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In altre parti del mondo, invece, la “book-mania” ha addirittura spinto alcuni ricchi magnati della letteratura a costruire dal nulla le loro città del libro personali, come l’avveniristica “Langkawi” in Malesia. Tutte queste imitazioni, più o meno riuscite, si sono ispirate all’avventura di Redu.

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L’incredibile storia di questo piccolo tempio sacro della letteratura inizia verso la metà degli anni ’80 quando il sessantenne Noel Anselot, ex-giornalista e collezionista di manoscritti, torna da un viaggio in Galles con una brillante idea: fare dell’agonizzante Redu ciò che i gallesi avevano fatto qualche anno prima di “Hay-on-Wye”, trasformandola nella prima book-town della storia.

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Sebbene seconda per nascita, è tuttavia la cittadina belga a creare il vero “mito”: quello della letteratura che riesce miracolosamente a dare nuova vita alle cose, anche ad uno sperduto paese di contadini che sembrava destinato a scomparire per far posto ad una diga, prima, e ad un villaggio-vacanze, qualche anno dopo.

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Falliti i due minacciosi progetti edilizi, Anselot realizza finalmente il suo sogno: grazie all’aiuto di un manipolo di eroici librai, le vecchie case di legno, oramai all’abbandono, vengono tramutate in librerie.

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I negozi sono specializzati, ciascuno, su un particolare genere letterario, come fossero le diverse sezioni di una gigantesca libreria a cielo aperto. Percorrendo le viuzze intorno alla piazzetta centrale con la chiesa, si ha solo l’imbarazzo della scelta.

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Per gli amanti di storia, archeologia, filosofia e religione c’è il negozio di “Yves Leprin”. Dall’altro lato della strada “La Forge” diverte invece i più piccoli con raccolte di favole e volumi illustrati. Proprio accanto al campanile c’è “Pas plus loin”, regno dell’astrologia, dell’esoterismo e delle scienze occulte, mentre poco più avanti sullo stesso lato i lettori più esigenti possono passare giornate intere alla ricerca di antiche e preziose edizioni di qualche classico o di rari manoscritti tra gli scaffali de “l’Archiviste”. Giriamo l’angolo a sinistra ed eccoci alla “Librairie Scriptoria“, dove ci si può erudire sfogliando qua e là opere ed enciclopedie complete di scienza, arti tecniche e storia naturale.I buon gustai facciano qualche passo più in là e saranno ben serviti a “De Griefel & Menù Plaisir”, specialista di manuali di cucina e gastronomia.

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Avanti così, si esce da una libreria e si entra in un’altra senza aver fatto neanche 10 metri, fino all’uscita del paese dove si incontra “Farheneit 451”, vera e propria biblioteca di fantascienza, romanzi polizieschi e tascabili di vario tipo.

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Il periodo migliore per scoprire la leggenda di Redu è a Pasqua durante la folkloristica “Festa del libro” che celebra ogni anno la ri-nascita “letteraria” del villaggio e che è giunta nel 2002 alla sua 19a edizione. Per tre giorni, dal 30 marzo al 1 aprile, strade e librerie sono invase da folle di lettori, con spettacoli, conferenze letterarie, incontri con autori ed editori. E può darsi che tra qualche anno Redu sarà solo una tappa di un più ampio circuito, organizzato appositamente per gruppi di “turisti letterari”, che attraverserà in più giorni tutte le città del libro d’Europa. E’ questo infatti l’ambizioso progetto annunciato proprio lo scorso marzo al primo summit europeo delle book-town che si è tenuto nella cittadina francese di Montmorillon.

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